VITTORIO ZIRNSTEIN

Il mercato immobiliare italiano sta vivendo una fase di riflessione. La lunga corsa del residenziale sembra giunta al traguardo, ma esistono comparti inesplorati del real estate che possono offrire ancora interessanti opportunità. «È il caso della logistica - spiega l’amministratore delegato di Fimit sgr, Massimo Caputi - L'Italia gode di una posizione strategica nel Mediterraneo. Geograficamente costituisce la cerniera di congiunzione tra l'Europa continentale e mercati asiatici. Le sue strutture logistiche sono però molto arretrate. Il loro sviluppo potrebbe quindi costituire uno dei motori della crescita economica e immobiliare dei prossimi anni». La delocalizzazione produttiva, se da un lato può rappresentare un problema per le sviluppo del sistema Italia, dall'altro rappresenta una grande chance per chi si occupa di logistica. Questa attività, infatti, non si limita più al semplice stoccaggio delle merci, ma comprende anche il montaggio, l'impacchettamento, l'etichettatura e la rifinitura dei prodotti. Operazioni che, per essere svolte, richiedono apposite strutture. I primi interventi stanno venendo quindi alla luce. Genera li Properties, il braccio immobiliare della società assicuratrice triestina, ha investito 250 milioni di euro per realizzare un parco logistico nelle vicinanze di Piacenza. Mentre Iniziative Immobiliari Industriali spa, società a prevalenza di capitale pubblico, sta portando avanti un progetto simile in provincia di Rovigo, lungo il cosiddetto il corridoio V (la grande arteria di comunicazione che, nei progetti dell'Ue, collegherà Lisbona a Kiev), stanziando un budget di circa 300 milioni. Le amministrazioni locali di numerose città, da Bari a Savona e Cesena, stanno valutando piani di sviluppo urbanistico articolati anche sulla destinazione logistica. Un trend di crescita confermato anche da uno studio di Scenari Immobiliari, che prevede per il 2005 im fatturato di comparto pari a 3,7 miliardi di euro, contro i 3,5 dello scorse anno. L'incremento dei prezzi dovrebbe replicare la crescita dello scorso anno, attestandosi sopra il 3% per l'usato e crescendo tra il 12 e il 18% per il prodotto nuovo. «Anche le richieste di locazione sono state sostenute - si legge nel report -ma la scarsa qualità del prodotto ha mantenuto i canoni pressoché stazionari, con conseguente diminuzione dei tassi di rendimento». Secondo gli esperti, quindi, un nuovo impulso alla crescita del settore non potrà giungere soltanto dalla realizzazione di progetti organici e di qualità. Caratterizzati da dotazioni tecnologiche avanzate e da un'adeguato collegamento con le vie di comunicazione. «Un ruolo importante per un ulteriore sviluppo del comparto spetterà a investitori professionali quali i fondi immobiliari -suggerisce Mario Breglia, presidente della società di ricerca. Nel 2006 ci attendiamo una crescita del 6,1% con un fatturato complessivo che dovrebbe raggiungere 4,3 miliardi di euro e rendimenti che non potranno essere più ignorati dagli strumenti di gestione».