Dulcis in Fundo

La campagna elettorale appena conclusa lo ha trasformato in un vero e proprio tormentone: è il tema (o il problema se preferite) della casa. Al di là dei numeri, infatti, (secondo le statistiche l'8o% degli italiani possiede almeno una casa) sono sempre di più i cittadini che guardano con interesse al "mattone", soprattutto come possibilità di investimento.
Da questo punto di vista una delle realtà più interessanti è sicuramente quella relativa ai fondi comuni di investimento immobiliare. Un prodotto di risparmio che, negli ultimi anni, ha visto crescere notevolmente la propria importanza. Da giugno 2001 il patrimonio dei fondi immobiliari in Italia è quadruplicato passando da 2 a 11 miliardi di euro, mentre il numero di fondi attivi e passivi è passato da 8 a 51.
"il fondo comune di investimento immobiliare - spiega Massimo Caputi, dai 2002 amministratore delegato di Fimit Sgr - è un prodotto di risparmio gestito, nato per consentire l'investimento in immobili anche ad investitori di medio piccole dimensioni".
Fimit Sgr, è la società del gruppo Capitalia che si occupa di costruire, attraverso la promozione e la gestione di fondi immobiliari, valide opportunità di investimento per i risparmiatori. La società, nata nel 1998 per iniziativa di Mcc e Inpdap, è diventata negli anni un sinonimo di successo e oggi è considerata uno dei primi operatori sul mercato. I numeri non sono tutto ma, nel caso di Fimit, sono un'ottima carta d'identità: prima in Italia a realizzare un fondo immobiliare ad apporto pubblico, prima in Italia ad ottenere il Real Estate Asset Management Rating dall'agenzia internazionale Fitch, unica in Italia ad aver collocato duefondi ad apporto pubblico destinati a clientela retali, tra le prime società di gestione del risparmio (Sgr) a distribuire proventi su base semestrale e quarta per patrimonio netto gestito. Ma quali sono i vantaggi per chi decide di partecipare ad un fondo immobiliare? "Principalmente -continua Caputi - il fatto che l'investitore può partecipare ai risultati economici di iniziative immobiliari senza investire grosse somme e con un rischio ridotto". Fi , società internazionale di rating, vi ha classificati come "REAM3+", cosa significa? "Significa un riconoscimento alla solidità finanziaria e all'esperienza sul mercato della nostra società. Questo ci consente di innalzare il grado di trasparenza nei confronti degli investitori nazionali ed esteri che potranno avvalersi di un organismo internazionale indipendente". Ma passiamo ai prodotti. Sfogliando il "menù" di Fimit difficile non rimanere incuriositi dal susseguirsi di lettere dell'alfabeto greco. Si va dal fondo alpha al fondo omicron, da delta a theta, fino a beta. Due su tutti, però, sono i fondi "più visibili": alpha e beta."Si tratta - spiega Caputi - dei primi due fondi ad apporto pubblico lanciati sul mercato italiano (con il contributo di Inpdap). In particolare alpha, che fino ad un anno e mezzo fa, era di fatto un monoprodotto, è stato quotato nel 2002 e subito si è caratterizzato per le sue ottime performance. Alpha ha iniziato a distribuire proventi a partire dal secondo anno di quotazione ed è stato tra i primi a distribuire proventi su base semestrale.
Beta invece ha cominciato a distribuire proventi su base semestrale a partire da marzo di quest'anno. Per conto del fondo Beta, inoltre, Fimit si è aggiudicata la gara per l'acquisto e lo sviluppo del complesso immobiliare 'Torri dell'Eur'. Il complesso, attualmente con una destinazione d'uso ad uffici pubblici, subirà la trasformazione in una struttura polifunzionale destinata per il 6i% ad uso residenziale, per l'8% ad uffici privati, e per il 31% ad uso commerciale e ad altri servizi. L'operazione, di estremo interesse per la città di Roma, prevede la completa ristrutturazione in 4 anni di 5 edifici con uno sviluppo di circa 75.000 mq il tutto sotto la direzione di Renzo Piano". Ma non finisce qui. In questi mesi, infatti, Fimit sta mettendo a punto un nuovo prodotto che possa in qualche modo rispondere al crescente aumento dei prezzi delle case e degli affitti."Non vorrei semplificare - riprende Caputi - ma quello che abbiamo in mente è una sorta di 'fondo etico'. Il fondo prevede la costruzione di immobili che verranno poi affittati alle categorie più in difficoltà. Penso in particolare a quelle coppie che hanno un reddito intorno ai 1.200-1.500 euro e che difficilmente riescono a sostenere il peso di un affitto molto costoso. A loro gli immobili verranno affittati ad un prezzo medio tra i 500 e i 700 euro. Certo, dal punto di vista del rendimento, i risultati saranno molto più bassi di quelli di un qualsiasi altro fondo immobiliare. Per questo motivo pensiamo di vendere le quote a investitori istituzionali che non hanno finalità di lucro come, ad esempio, le Fondazioni. Il prodotto dovrebbe essere messo a punto entro la fine dell'anno". Insomma, anche grazie a Fimit, il futuro degli italiani si preannuncia, forse, ancora più roseo.