Per i fondi chiusi immobiliari si profilami momento di riflessione. I prezzi degli immobili sono saliti moltissimo in questi anni e ormai non c'è più spazio, per i gestori che acquistano adesso, per plusvalenze in conto capitale e canoni alti. Le prime sono difficili perché, appunto, i prezzi sono ormai altissimi e casomai c'è qualche timore per una loro discesa. Per i secondi, se fino a qualche tempo fa si riusciva facilmente a strappare un 7-8 per cento annuo, ora si è scesi al 6-6,5 per cento. In più, il governo sembra voler varare delle misure che colpirebbero in parte anche i fondi immobiliari, oltre che le società immobiliari e i costruttori.
Insomma, il quadro non sembra proprio roseo. Bisogna dunque essere molto guardinghi prima di investire in questi strumenti? Certo, gli investitori, in queste condizioni, devono avere un atteggiamento molto prudente e non dare i propri soldi a chiunque, ma essere selettivi. Ma lo spazio per fare buoni affari c'è. Ma dove?
Le direttrici lungo cui si muoveranno d'ora in avanti le società di gestione dei fondi immobiliari sono sostanzialmente quattro. La prima direttrice è l'investimento all'estero, che non è affatto precluso dalla norme che regolano la materia. «Ad esempio - dice Paolo Scordino, direttore strategie e sviluppo di Fimit, la sgr che fa capo al gruppo Capitalia e di cui è a.d. Massimo Caputi - i gestori sanno che la Germania è disallineata rispetto alle altre piazze. Qui i prezzi non hanno avuto alcun boom negli ultimi otto anni. E quindi prima o poi decolleranno».
La seconda direttrice, forse la più interessante, è la creazione di fondi 'a sviluppo', che cerchino nello sviluppo immobiliare la chiave per un'alta remunerazione. Proprio la Fimit, tra gli altri, ha acquistato a Roma in via Cavour un complesso immobiliare che sarà trasformato in residenza di lusso 'all'americana' e poi venduto frazionatamente con alti guadagni. Certo così il fondo prende qualche rischio in più, ma solo in questo modo si avranno rendimenti più alti per i sottoscrittori.
La terza direttrice sono i fondi immobiliari speculativi (creati da sgr speculative nate ad hoc), ma qui bisogna investire, per la legge italiana, almeno 500 mila euro.
La quarta direttrice è quella dei fondi immobiliari iperspecializzati. «C'è spazio nel mercato - dice Scordino - per strumenti che investono in nicchie determinate, ad esempio' logistica, grande distribuzione, strutture alberghiere. Noi stiamo lavorando aun fondo specializzato in alberghi e presto Io piazzeremo sul mercato retail».