di Massimo Caputi

Questa e’ la domanda, apparentemente qualunquista, fattami dal CEO di un fondo americano venerdì 7 ottobre nel suo ufficio di New York vicino a Columbus Circle.
 
A pensarci bene - spostando le attivita’ amministrative da Roma - avremmo tutti da guadagnarne, in particolare Roma e i Romani.
Roma non ha piu’ da anni sistema bancario (tranne BNL che pero’ dipende da una banca francese) e si assiste ad un peregrinare del mondo imprenditoriale romano verso Milano.
 
Roma non ha piu’ industria: venti anni fa la citta’ disponeva di un tessuto industriale e finanziario poderoso… oggi c’e’ rimasta qualche sede legale e qualche unita’ produttiva malconcia.
 
Roma non ha servizi e trasporti in grado di reggere, oltre l’impatto degli abitanti dell’area metropolitana, oltre le decine di milioni di turisti, anche il corollario business e politica che e’ costretto a venire a Roma; per fortuna l’aeroporto di Fiumicino sta facendo giganteschi miglioramenti negli ultimi due anni, ma non basta.
 
Roma e’… bellissima ed unica al mondo, purtroppo con una macchina amministrativa devastata dal cursus politico degli ultimi anni e che sopravvive solo per l’immane flusso di turisti, che in modo disordinato, le portano ricchezza. Nel 2016 si arrivera’ a 20 milioni di turisti, contro i 7.5 milioni del 2000; un dato che dovrebbe far molto pensare sulla vocazione e capacita’ di generare ricchezza della Citta’.
 
Lo spostamento delle funzioni politiche ed amministrative in quella che oggi viene riconosciuta come la vera capitale d’Italia per efficienza, a livello mondiale, alleggerirebbe Roma di un ruolo che non regge; ma in alternativa si puo’ anche optare per una soluzione “territoriale” insediando le attivita’ in un centro come Latina.
 
Come si e’ rinunciato alle Olimpiadi, si dovrebbe avere il coraggio di capire che in questa condizione e con queste funzioni amministrative sulle spalle la Citta’ non riparte; pare ormai un barcone decrepito che galleggia a malapena nello sporco Tevere, ormeggiato ad una banchina invasa dai rifiuti.
 
In questi anni si assiste ad un trasloco silente di cultura, imprenditorialita’, economia, tecnologia verso Milano ed oggi anche di famiglie normali che razionalmente ragionano dicendo “meglio andare a vivere a Milano”.
 
E incredibilmente Milano, che non ha nulla delle bellezze di Roma, sta esplodendo anche nel turismo: basta vedere i numeri delle presenze (ovviamente escludendo Expo). E non e’ un caso se le grandi catene di alberghi internazionali sono a Milano e non a Roma (es. Four Season, Park Hyatt, Mandarin, Armani, Bulgari, ecc…); questo e’ un sintomo molto negativo anche della tendenza ricettiva.
 
Anche nel mercato immobiliare Milano e Roma hanno una differenza abissale: per esempio nel secondo trimestre del 2016 le compravendite in Italia hanno registrato un +21,8% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il mercato delle abitazioni ha segnato un incremento del 22,9 per cento, il produttivo del 28,7%, il terziario del 14,7% e il commerciale del 12,9%. Molto positivo Milano (+29,7%), mentre Roma si e’ fermata ad un +12%.
 
La Citta’ Eterna potrebbe dedicare immani sforzi a migliorare se stessa per i suoi abitanti e a migliorare l’attrattivita’ turistica e ricettiva, scaricandosi di pesi e funzioni che non e’ in grado di reggere e che ne tengono lontani i flussi di investimento. Roma…. Capitale della Cultura e del Turismo mondiale for ever, anche perche’ San Pietro e il Colosseo non possono traslocare, ma la burocrazia e la politica si. E se la soluzione Milano non piace… ci sarebbe sempre Torino che negli ultimi dieci anni e’ divenuta un gioiello oppure – come detto- Latina (o centri simili) in modo da non impoverire il Territorio.
 
All’istante mi era sembrato che il mio interlocutore americano avesse detto una vera cazzata, ma un ragionamento serio e approfondito meriterebbe di essere fatto. Se qualcuno nel Paese, oltre che a litigare, cercasse di ragionare per il bene di tutti e per far vivere meglio i Romani.