Correva il dicembre 2013 e prendeva forma un’idea di Tiziana Primori, Oscar Farinetti, Andrea Segre’, Alessandro Bonfiglioli: creare un polo unico al mondo per la filiera italiana del cibo di qualità. All’epoca guidavo lo sviluppo del Gruppo Prelios che stavamo ristrutturando, e con la Prelios SGR ci facemmo carico di creare il Fondo PAI (Parchi Alimentari Italiani) e fare il fund raising per FICO. Andrea Cornetti fu la “vittima” destinata a portare a casa i soldi per l’improbabile progetto da visionari. Con una dimostrazione unica in Italia – ricordo solo l’esperienza di quando alla guida di Grandi Stazioni nel 2000 rinnovammo la Stazione Termini per il Giubileo – in 36 mesi FICO è diventata una incredibile realtà. Tutti, sotto la regia di Tiziana Primori e l’inventiva di Oscar Farinetti, hanno operato al meglio del meglio: i manager e tutto il team, gli investitori dando fiducia al “folle” progetto, gli sponsor, le decine di aziende italiane di qualità che hanno fatto la fila per avere uno spazio a FICO, il Comune di Bologna, gli operatori del CAAB e i Sindacati. Inoltre non è stato realizzato solo FICO nei vecchi capannoni del Mercato Agroalimentare; per spostare gli Operatori del CAAB è stato allestito un nuovo spazio – in adiacenza al complesso destinato a FICO – dove a tempo record si sono spostati gli Operatori del Mercato che oggi dispongono del più moderno ed avanzato mercato ortofrutta d’Italia. In 36 mesi sono stati realizzati un nuovo Mercato e FICO, rispettando tempi e costi, con la forte collaborazione di tutti gli Enti Locali. Ma l’esperienza più esaltante è stato vedere al lavoro centinaia di giovani che Tiziana Primori ha raccolto intorno a se’ per avviare e gestire FICO: meravigliosi! Non vi descriverò FICO, perché solo vedendolo si può capire cosa sia e quali emozioni generi, negli anni rimarrà un esempio di progetto geniale e virtuoso, in cui anche gli investitori, Enpam in primis, hanno creduto e dato un grande contributo positivo all’economia reale del Paese.