Cambio di azionista per le storiche Terme di Saturnia, in provincia di Grosseto. La famiglia Manuli, che da decenni deteneva la proprietà del complesso turistico e sportivo toscano, ha deciso di passare la mano. Con una mossa a sorpresa, come appreso da fonti finanziarie da MF-Milano Finanza, i tre fratelli Antonello, Mario e Sandro Manuli hanno definito l'accordo per vendere il 100% della società che controlla e gestisce il centro termale e il campo da golf. A rilevare l'intera proprietà è stato il veicolo Doyers, costituito dagli investitori York Capital e Feidos. Il controvalore dell'operazione, definita proprio in questi giorni, dovrebbe essere superiore a 40 milioni di euro, importo pari a quasi tre volte il giro d'affari annuo della società presieduta da Mario Davide Manuli (affiancato dai vice presidenti Marco e Alessandra), che nel 2016 ha registrato ricavi per 15,7 milioni (in linea con l'esercizio precedente), un margine operativo lordo di 1,27 milioni (a fronte di un ebitda negativo di 69 mila euro registrato nel 2015), un risultato operativo negativo per 814 mila euro (in sensibile miglioramento rispetto ai -2,3 milioni dell'esercizio precedente) e una perdita di 1,17 milioni di euro (contro l'utile di 475 mila del 2015). Dal punto di vista strutturale, Terme di Saturnia spa (azienda che attualmente dà lavoro a 179 dipendenti) ha un patrimonio netto di 8,27 milioni, un debito nei confronti del sistema bancario di 12 milioni e una posizione finanziaria netta negativa per 19 milioni di euro. La scelta della famiglia Manuli di concentrarsi sullo storico business dei cavi ha portato, dopo lunghi mesi di riflessione, alla decisione di privarsi dell'immensa proprietà in Maremma (70 ettari) e di trovare un compratore per il resort (hotel 5 stelle con 140 stanze e sei bar ristoranti), per le terme e per il campo da golf a 18 buche. A scommettere sul progetto e sul business, che negli ultimi anni sembra essere entrato in fase di stallo (nel 2016 le presenze complessive sono calate dell'1%, mentre l'indice di occupazione dell'hotel è rimasto fermo al 54%, con una previsione di una leggera flessione al 53% per l'anno in corso) è stato appunto il tandem York-Feidos, intenzionato a rilanciare la struttura e a potenziare l'offerta turistica e termale, oltre che a scommettere sull'attività sportiva (golf). Entro la fine di quest'anno infatti sarà predisposto e definito il piano di rilancio delle Terme di Saturnia. L'operazione completata con i Manuli rafforza la presenza di York sul mercato italiano e l'alleanza con Feidos dopo il completamento dell'operazione relativa al portafoglio di proprietà immobiliari di Sergio Scarpellini. Nei mesi scorsi infatti è stata formalizzata l'acquisizione del patrimonio della Milano 90, composto da sette immobili di pregio a Roma. L'operazione ha portato alla costituzione del fondo Trophy Asset, che è gestito da Idea Fimit sgr e la cui maggioranza è stata poi rilevata dall'investitore internazionale Tristan Capitale. Tornando alla compravendita delle Terme di Saturnia, da segnalare infine che dal punto di vista legale la trattativa è stata curata dallo studio Chiomenti per la famiglia Manuli e lo studio Molinari per Doyers. (riproduzione riservata)